Don Marco Farina

Gianluca risvegliato dal coma!

Gianluca: Buongiorno a tutti, sono Gianluca Amadio di Grottamare. Ventitrè anni fa, ad ottobre del 1991, ho fatto un incidente con la moto e andai in coma profondo. Tutti mi davano per morto. I dottori dicevano che il mio cervello era irrimediabilmente leso e che non c’era più nulla da fare, che non ero più utile a nessuno. L’elettroencefalogramma era piatto. Allora chiamarono i miei genitori per chiedere l’autorizzazione all’espianto degli organi…

Don Marco: Oggi la medicina e dottori, quando l’elettroencefalogramma è piatto, parlano di morte clinica, di stato irreversibile. Di solito senza aspettare tempo, dato gli alti costi del macchinario per tenere in vita il corpo del malato, per il fatto dell’inutile accanimento terapeutico, chiedono l’autorizzazione all’espianto degli organi. Cosa è successo poi?

Gianluca: La mia fortuna è stata quella di avere una grande famiglia alle spalle, una grande mamma è un grande papà che si sono opposti all’espianto degli organi. Mamma diceva: ‘Mio figlio come è nato muore. Io mi affido a Dio: se Dio vuole riprenderselo accetto che muoia, se Dio vuole che si salva Gianluca vivrà!’. Ed io, grazie a Dio non moriì. Intorno al Natale del 1991 feci una specie di sogno molto particolare…

Don Marco: Facci capire bene: dall’esterno sembravi morto, eri in vita solo perché una macchina ti faceva battere il cuore e conducendovi una vita apparentemente solo vegetativa, invece tu nell’interno eri cosciente…

Gianluca: Si, io non potevo parlare, non potevo vedere e non potevo muovere neppure un dito, ma sentivo tutto. Quando l’edema cerebrale stava fermo capivo tutto, quando si spostava no. Ma io sapevo di esistere ed ero cosciente. Dicevo di quella specie di sogno che ho fatto intorno a Natale del 1991 … come faccio a dire che era intorno a Natale?  Fu così: a capodanno il dottore venne a farmi una visita e mi mise la mano sulla spalla dicendomi: Buon anno Gianluca. Questo nuovo anno sia per te l’anno della resurrezione! Sicuramente questa cosa non gliela dissero altri medici, ma gliela ha ispirata il Padre dei Cieli perché l’anno dopo sono tornato in vita. In quel sogno vidi un uomo che veniva verso di me: era alto, con capelli e barba boccolati, una tunica bianca, un cingolo dorato ai fianchi. Io stavo giocando sul giardinetto di casa mia, lui venne verso di me dalla parte destra. Quando era a 3 metri mi alzai e andai verso di lui. Io ero triste e piangevo, piangevo, piangevo. Gli chiesi: Chi sei? Chi sei? Dimmelo per favore! E lui rispose: Io sono Dio, Dio l’Immenso!. Io continuavo a piangere e gli chiesi: Che devo fare per salvarmi! E lui: Pregami e io ti salverò! Io continuavo a piangere e lui per consolarmi mi abbracciò e mi diede un bacio sulla fronte. Io da quel giorno non ho pianto più. Il coma era durato sette mesi, oggi invece piango al ricordo di quell’atto d’amore immenso. Ho scoperto che Dio è sempre con noi, è presente sempre, ogni momento. Lui ci ispira ogni singola parola, tutto quello che dobbiamo dire, quello che dobbiamo fare, come ci dobbiamo comportare con gli altri. Dio è la nostra unica e sola speranza. I maghi non danno questa forza che mi da Dio. I maghi vogliono i soldi e non gli bastano mai. E soprattutto vogliono l’anima. E io dovrei vendermi l’anima per star bene su questa terra? Ma questa vita terrena è solo una piccola frazione di una vita incommensurabile, un piccolo granello di sabbia della vita che lui ci darà in futuro. Io non ho una ragazza, ho solo Dio. Eppure vivo bene lo stesso e mi sento appagato. Dio è padre madre e fratello, sorella, donna, uomo, spirito e carne e tutto. Dio basta e avanza.

Don Marco: Lode al Signore Gesù per il miracolo che ti ha fatto in risposta alla preghiera che gli hai rivolto quando stavi in stato di morte clinica!