Don Marco Farina

Il Signore ci ha lasciato Irene!

         Mi chiamo Mila, vengo da Loreto. Sono venuta perché ho un debito con don Marco innanzitutto e con la sua comunità perché hanno pregato per la mia famiglia e per Irene. Sono venuta soprattutto perché ho un debito grande nei confronti del Signore, un debito più grande di quello che abbiamo tutti per il fatto che Dio ha dato il Suo Figlio per noi; io ce l’ho ancora più grande del vostro con Dio. Dopo l’esperienza che abbiamo avuto con la mia famiglia quest’anno riesco anche a comprendere veramente la vastità dell’amore di Dio che ha dato il Suo Figlio per noi, perché a gennaio di quest’anno abbiamo rischiato di perdere Irene, nata appena pochi mesi fa.

         Irene a dicembre dell’anno scorso si è ammalata, aveva due mesi, sembrava che avesse preso semplicemente un virus. Siamo andati al Salesi, dove le hanno diagnosticato una “bronchiolite” che d’inverno è piuttosto comune. Invece Irene, dopo una giornata in cui è stata ricoverata in pediatria, è finita in rianimazione e questo nonostante le dosi massicce di cortisone e antibiotici che le hanno dato. Quando Irene è entrata in rianimazione, dato che in rianimazione non potevamo stare nemmeno noi genitori,  la prima cosa che ho fatto quando non la ho più avuta tra le mani è stata quella di prendere il cellulare e di iniziare a mandare gli sms agli amici del gruppo di preghiera del Rinnovamento e ai parenti per chiedere aiuto e preghiere.

           Dopo due giorni Irene si è aggravata e i medici stessi non sapevano più cosa prospettarci, la prognosi era riservata. Diciamo che l’evoluzione di questa bronchiolite è stata inaspettata e Irene andava avanti con il respiratore. Mentre gli altri bambini che erano ricoverati in rianimazione come lei venivano dimessi, Irene era stazionaria e non migliorava.

Sapevo che quando uno prega per qualcuno vuole sapere come va a finire, la maggior parte dei miei sms erano: “Grave, stazionaria , non abbassate la guardia”,  “Grave, stazionaria continuate a pregare.”

         Devo dire che è stata molto dura, perché è durata un mese intero, mese nel quale il Signore ci ha messo alla prova, ci ha tenuto in sospeso per lungo tempo.

Dopo tanti anni di cammino, è vero che quando il Signore ti mette alla prova comunque la prova te la da su misura. Io pensavo: “Adesso preghiamo, il Signore ci ascolta.” Altre volte pensavo: “Signore pensavo di avere una fede matura, un cuore aperto.” Pensavo anche: “ Il Signore sicuramente ci chiede una cosa grande, la vita di Irene”. Siccome è stata tanto desiderata, avevo due gemelli però volevo tanto una figlia, volevo una femmina e pensavo che il Signore avesse ascoltato le mie preghiere e mi sembrava strano che ora la volesse indietro. Chiedevo al Signore che mi facesse capire, pensavo proprio che la volesse indietro, pensavo che mi mettesse alla prova in questo modo.

        Il Signore ci è stato sempre vicino con la Parola. Le parole che venivano in preghiera a chi pregava per noi,  queste parole ci hanno accompagnato in questo mese e ci hanno dato forza. E questo è stato un altro piccolo miracolo in nostro favore.

         Per me questo mese è stato un mese di grazia. Io lo ricorderò nella mia vita come un mese in cui il Signore è venuto ad abitare nella mia casa, nella mia famiglia. Io e mio marito per la prima volta abbiamo pregato insieme, tutte le mattine a messa, due volte il rosario.  Avevo pregato tanto il Signore perché lui pregasse insieme a me ed ora era avvenuto.

Il Signore ha voluto ascoltarci, il Signore ha ascoltato le nostre preghiere soprattutto quando la vita di Irene era veramente in sospeso. Egli però fin dall’inizio ci aveva dato parole di speranza e continuava a darci parole di speranza, Il Signore ha premiato la nostra preghiera e la preghiera di tutti. Io non so quale fosse il disegno iniziale di Dio, so solo che Egli ci ha ascoltato, ci ha ascoltato molto. Pregavano con noi almeno un centinaio di persone. I messaggi che andavano ai miei amici, erano circa una cinquantina al giorno, ma sapevo che poi si diffondevano e che quindi oltre a don Marco pregava anche la sua comunità (che ringrazio!), oltre alle suore e alle maestre amiche pregavano anche i loro bambini. Io li chiamavo l’Esercito Orante  che combatteva con me la buona battaglia perché quando io non riuscivo a pregare perché magari ero nella disperazione sapevo che c’era qualcun altro che pregava il Signore per me e questo per me era importante, non abbassare la guardia, e questo è stato uno dei miracoli.

       Il miracolo più grande è stato la preghiera con mio marito, perché questa situazione ha veramente rinforzato il sacramento del nostro matrimonio.  lo consiglio  tutte le coppie sposate: trovate il tempo per la preghiera, per la preghiera insieme. Il Signore ci ha accompagnato con la sua Parola e la sua presenza nella nostra vita, in questo mese di gennaio quotidianamente ci ha accompagnato e adesso io non posso fare altro che ringraziarlo per la mia famiglia…. e come abbiamo promesso proclamare la Sua lode, le Sue meraviglie perché ci ha lasciato Irene.


                                                                                                Mila