Don Marco Farina

GIORGIO IL MIRACOLATINO!

 

 

Mi chiamo Francesco, di Martinsicuro, e sono il nonno di Giorgio. Sono onorato di testimoniare l’operato del Signore Gesù. Il 12 di agosto del 2004, verso le 02:30, mia figlia ha partorito un bambino al Salesi, l’ospedale per i bambini di Ancona. Appena partorito l’hanno portato via. Le hanno detto: “Lo riportiamo più tardi”. Mia figlia aspettava che glielo riportassero, invece verso le 6:30 lo hanno portato sopra, dove c’è l’incubatrice, e lo ha intubato tutto. Il dottore disse: “Le speranze di sopravvivenza di Giorgio sono quasi zero, perché ha un infezione polmonare ed altre complicazioni e non riesce a respirare”. Per Giorgio si prospettava un imminente brutto futuro!  Noi abbiamo reagito in base alla Parola che dice: “Abbiamo un ancora di salvezza” (Ebr 6,19) e abbiamo pregato il Signore. Questo è stato il venerdì 13. Il sabato 24 agosto sono tornato dal Salesi a Martinsicuro verso le 22 e mi sono fermato all’Anfiteatro, davanti alla cappella di Madre Teresa di Calcutta dove c’era la preghiera (la veglia dedicata a Maria SS. Assunta in Cielo) e, al momento della preghiera dei fedeli ho chiesto di pregare per la guarigione di Giorgio. E così tutti hanno pregato per lui. Il Signore fa delle cose grandi. Mia figlia diceva: “Papà, se la malattia è venuta per colpa dei dottori non la accetto, ma se il Signore lo ha voluto e lo ha fatto per se, che voli da Lui in Cielo”. Invece passarono 5-6 giorni e l’infezione guarì. Ai medici sembrava fuori pericolo. Improvvisamente però la situazione di Giorgio precipitò ed i medici dovettero ridargli l’ossigeno al 100x100 (più di prima) e dissero: “Giorgio è gravissimo, in queste condizioni può vivere al massimo ancora qualche giorno”. La preghiera è stata la nostra prima reazione. Con Don Marco abbiamo pregato tanto. Siamo stati a Loreto dove un gruppo di persone ha pregato e il Signore ha ascoltato le nostre preghiere. Dio ci ha veramente ascoltato. Non so quante persone hanno pregato per Giorgio: penso che siano veramente tante. Un giorno mia figlia ha incontrato un signore a Martinsicuro che le ha chiesto: “Giorgio come sta?”. Mi figlia gli ha risposto che stava meglio e lui le ha detto che erano tanti anni che non andava più a messa e non si confessava più, ma quando gli dissero di Giorgio aveva deciso di andare a pregare per lui al santuario di San Gabriele. Lì si confessò e partecipò alla s. messa facendo anche la Comunione. L’ho detto a don Marco e lui ha detto che Giorgio sarà un grande strumento in mano al Signore e che aveva già salvato la sua prima anima dall’inferno. Un giorno stavo dietro casa lavando con l’acqua dentro una vasca e mi è ritornato in mente quando Gesù stava su una barca che affondava con i suoi discepoli (Mt 8,23-27). Essi gli dissero: “Signore salvaci!” allora il Signore: “Siete uomini di poca fede, io sono con voi, non dovete aver paura!”. Poi mi è rivenuto in mente tutto il cammino del Signore. Tutte le opere che ha fatto. Queste cose mi hanno aiutato tanto. Sono passati un po’ di giorni e Giorgio ha avuto sempre meno bisogno di ossigeno; 4-5 giorni fa gli hanno tolto tutti i tubi e le flebo che aveva. I medici non hanno mai scoperto che tipo di infezione lo aveva colpito. Lo hanno curato con un antibiotico generico, poi hanno provato altri 2/3 tipi di antibiotici. Ma a tutt’oggi i medici non sanno che malattia ha avuto, né quale cura lo ha fatto guarire. Gli infermieri del Salesi, visto che la ormai annunciata ‘sentenza di morte’ non si è realizzata, hanno deciso di chiamare Giorgio: ‘il miracolatino’. Con l’aiuto del Signore adesso Giorgio sta bene e spero che la prossima settimana sarà fra noi. Ringrazio tutta la comunità che ha pregato. E vi esorto a fare ancora di più, perché dobbiamo pregare per le altre persone che ne hanno bisogno. Dobbiamo pregare tanto perché ci sono tante persone che aspettano le nostre preghiere. E dobbiamo pregare veramente. Volevo fare un'altra testimonianza. Tanti anni fa mia moglie è stata molto male. Tanto male che anche per lei le speranze di guarigione erano ‘zero’. E’ stata così per più di 10 giorni. Le sono cascate le unghie, i capelli, si è spellata tutta. Una notte sognò di abitare vicino all’uscita della Val Vibrata, dove c’è una chiesetta con il crocifisso di Gesù e la Madonna della pietà dall’altra parte. Si è sognata anche che il crocifisso in chiesa le cadeva addosso. Allora gridò: “Signore non ce la faccio a sopportare questo peso!”. “Eppure ce la fai”. Gridava ancora: “Non ce la faccio!”. “Eppure ce la fai!”. Ce l’ha fatta. Adesso è tanti anni che non sta più male ed ho voluto fare anche questa la testimonianza per dire che il Signore non si è mai dimenticato di noi.


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