Don Marco Farina

MARCO: LA PROTEZIONE DI DIO TRAMITE I SUOI SANTI

 

Mi chiamo Marco Scartozzi, ho 32 anni e guido il camion. La conoscenza di Don Marco e dei suoi incontri di preghiera è avvenuta qualche anno fa, quando mia sorella si è ammalata di tumore. Qualcuno si ricorderà di Manuela, visto che si è pregato molto per lei. Sono certo che grazie alla sua protezione da lassù e alla mano del Signore oggi posso raccontare i due episodi che hanno segnato la mia vita negli ultimi anni.        

Nel luglio 2008, mentre ero al lavoro e stavo assicurando con delle funi il carico sul camion, una di queste funi si è improvvisamente rotta colpendomi in pieno nell’ occhio sinistro. Arrivato all’ospedale di Macerata i medici non sono riusciti a diagnosticare il danno perché l’occhio era pieno di sangue e tumefatto e mi hanno dunque ricoverato. Il giorno successivo all’incidente non riuscivo più a vedere niente con quell’occhio. Nel frattempo io, la mia famiglia e tanti altri hanno pregato perché non avessi conseguenze all’occhio. Dopo il riassorbimento dell’ematoma e un leggero recupero della vista, i medici hanno valutato che non c’era nessun danno permanente e che non c’era stato neanche il distacco della retina; il primario si è meravigliato del fatto che non abbia riportato danni nonostante il forte colpo ricevuto ed è stato lui stesso a dirmi: “Secondo me, Marco, Lassù hai qualcuno che ti protegge. Accendi un cero alla Madonna perché questa volta ti è andata proprio bene!!”. In questi casi, infatti, mi ha spiegato il dottore: “Per quanto possa andare bene, la retina subisce lesioni ed è facile perdere la vista”. Io, invece, ora in quest’occhio vedo come prima e l’unica conseguenza dell’incidente è la pupilla lievemente dilatata.  

Domenica 28 marzo 2010, nel giorno dell’incontro di preghiera tenuto da Don Marco a Villa rosa, ho avuto un grave incidente con la moto. Ero uscito per andare a fare visita a mia nonna al cimitero di Monteprandone e successivamente sarei andato a San Benedetto del Tronto da mia sorella, ma nel tragitto sono uscito di strada. Ho fatto un volo di un paio di metri sotto una scarpata. Per fortuna di lì passava una donna che ha chiamato i soccorsi. All’ospedale di San Benedetto, dopo tutti gli accertamenti, hanno riscontrato un trauma cranico e la frattura da scoppio delle vertebre D7 e D8. Sono dovuto rimanere immobile sul letto per ben 69 giorni, superati i quali ho iniziato la riabilitazione. E’ stata dura, ma grazie a Dio e al mio angelo custode personale, anche questa volta l’incidente non mi ha lasciato conseguenze…. Il dottore mi ha detto che se solo un frammento di osso mi avesse intaccato il midollo spinale sarei rimasto paralizzato. Anche in questo caso, l’aiuto dal Cielo mi è apparso evidente. E questo non solo a me, ma anche agli altri: il comandante della Polizia Stradale, infatti, dopo i rilievi nel luogo dell’incidente ha raccontato ai miei genitori che nel volo sono passato nel varco di pochi centimetri tra una quercia e la sbarra di ferro di una vecchia strada privata e ha aggiunto: “… neanche se avesse preso le misure sarebbe riuscito a passarci!!”. E questo è tutt’ora un mistero: è avvenuto come se non fossi volato passando tra la quercia e la sbarra di ferro, ma come se qualcuno mi avesse preso ed appoggiato a terra dolcemente, infatti i miei vestiti non presentavano né un graffio, né macchie di terra o di erba. Sono consapevole di aver ricevuto due grandi miracoli, per questo ringrazio e mi affido sempre al Signore e a Manuela. Poi ringrazio Don Marco, che con le sue preghiere e quelle della sua comunità, presenta sempre all’Altissimo le nostre richieste. Ancora una volta, LODE E GLORIA A TE SIGNORE GESU’!

Marco